Le etichette sono tante, ci si rifugia dietro simboli, loghi che descrivono cose, attività,  sicuramente con evidenze e criterio, ma quando si lavora bene, quando si seguono buone pratiche, i calici parlano da soli, puoi bere anche bottiglie prive di indicazioni, ma comprendi con facilità cosa stai bevendo e qual’è l’origine dei vigneti, il luogo, la persona che li ha condotti, allevati.

Terre Caudium: vini sinceri, schietti, genuini, quelli trasparenti, non nei colori e nelle tonalità cromatiche, ma nelle identità varietali e territoriali.

Questo avviene quando ti approcci con aziende come Terre Caudium, a dir poco famigliare, dove la terra e la materia prima, sono il punto di partenza e di arrivo, dove non ci sono equivoci o fronzoli, dove il risultato finale è evidente, autentico, onesto, spontaneo, proprio come i suoi vignaioli.

La nostra conoscenza è nata proprio dall’assaggio dei loro calici, quasi alla cieca, fidandomi di persone, comprendendo dai loro sguardi, la loro capacità, acquisendo complicità e sinergia, solo bevendo i loro prodotti.

Il tutto poi è andato in autonomia semplice, diretta ed è stato naturale, obbligato, doveroso il conoscersi, andare a trovarli nel loro quartiere logistico, in quei campi, in quella cantina, da cui tutto ha origine, ai piedi del Monte Taburno, che come tutte le catene montuose ti incute timore e ti ispira protezione allo stesso tempo.

Il Taburno, galleria del vento, barriera naturale conferitore di attenzioni e carezze rinvigorenti!

Diga naturale di venti e di premure che il clima infonde alla vigna, produttore naturale di escursioni termiche che conferiscono freschezza e corredo aromatico alla buccia delle uve, che poi ritroviamo per osmosi nei calici.

Custode di quei vitigni allevate alle pendici del Taburno, Coda di Volpe, Falanghina e l’austero e potente principe dei vitigni: l’Aglianico, tutti con la residenza e la cittadinanza impressa nel dna e esaltata dalla mano del vignaiolo che li conduce.

I vigneti e di conseguenza i vini, sono frutto di esempi tramandati, di buone azioni verso il campo, assimilati e utilizzati per far bene!

Abilità e conoscenze territoriali tramandate da generazioni, che vedono ora Carmine, guardiano silenzioso e coscienzioso di quanto ricevuto e coltivato nel tempo, a partire dalle buone pratiche ricevute in dote, dai consigli suggeriti dalla natura e da chi lo ha preceduto.

Ci hanno sempre insegnato che il buon vino si fa in campo, e questa è una regola da cui non si sfugge e che Terre Caudium ha fatto sua e i vini ne sono espressione e risultato insindacabile.

Vini dove l’uva si evolve in vino, dove il territorio si tuffa nel calice!

Si parte dalla 𝐹𝑎𝑙𝑎𝑛𝑔ℎ𝑖𝑛𝑎 verticale, espressiva, vibrante, sferzante, comunque dotata di volume ed intensità.

Così come la 𝐶𝑜𝑑𝑎 𝑑𝑖 𝑉𝑜𝑙𝑝𝑒 dotata di carattere, scrosciante al palato, dai profumi tersi e nitidi e dalla persistenza piacevole e notevole.

Per poi passare al 𝐶𝑎𝑟𝑖𝑎𝑣𝑖𝑠 all’Aglianico del Taburno, al vitigno ruggente, graffiante, entusiasmante, che lascia il palato sollecitato, appagato, nutrito, proprio come la terra da cui deriva, che lo ha rimpinguato, che lo ha alimentato.

Tenace, caparbio, voluminoso, articolato al naso e al palato, impenetrabile nella sua trama cromatica, esplicito, diretto nel suo impatto gusto olfattivo.

Un gran bel bere, anche senza etichetta, anche senza bisogno di esporre documenti o stendardi, riconoscibile ad occhi chiusi, percependolo nel sorso e nel suo temperamento coriaceo e determinato, elegante e copioso nel gusto e nei profumi.

Passeggiare, pasteggiare, assaggiare, chiacchierare, respirare l’aria e le sensazioni che ritrovi pedissequamente nel calice!

Si chiude così questa giornata speciale tra le vigne e nelle vigne, catapultato in un posto strepitoso, dai colori luminosi e lucenti, ricchi di tonalità e poesia.

Puliti, sinceri, generosi, come i vignaioli che li accudiscono, che ne conoscono zolla per zolla, centimetro per centimetro e di conseguenza bottiglia per bottiglia.

Terre Caudium, l’importanza dei gesti, l’attenzione e la determinazione, la collaborazione, le mani delle generazioni che coordinano la natura che li circonda.

 

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Terre Caudium, il territorio, il lavoro, il vitigno nel calice!

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